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23/11/2010 - La Maratona di New York raccontata da Luca Corazza

"Quest'anno ne ho ricevuti di regali per i miei 50 anni...7 maratone, 1 100km, corsa corsa corsa ma il regalo della NY Marathon ha lasciato il segno.
Ne avevo sentito parlare come tutti ma ero scettico perchè le esperienze erano sempre della prima e come si fa ad andare fino a lì per una prima quando in Italia
ne abbiamo tante di belle.
Però mi devo ricredere NY è NY e la maratona è la ciliegina sulla Mela....
Fantastica perchè sei al centro dell'attenzione di tutti, è la tua festa, è la festa di 45.000 circa runners indistinta e per tutti.
E così alla mattina in Central Park per sgambare un pò ti immergi nella giusta atmosfera, che piova o faccia bello, è lo stesso perchè lì ci sono sempre tutti...
noi runners da ogni dove.
Il negozio della Nike e l'expò diventano luoghi di assalto per ogni tipo di acquisto dove sicuramente manca sempre qualche cosa....e via di strisciata di carta.
Ma siamo felici di esserci e vogliamo che tutti lo sappiamo...forse per fare un pò invidia o forse per orgoglio; ognuno la interpreta come vuole e questo è bello.
Ma arriva il giorno della gara e lì arriva l'esperienza del runner, come vestirsi prima e dopo (vi posso assicurare che il prima è fondamentale per il dopo).
Siamo tutti, folla di gente che scende dai pullman, giornata fredda ma di sole (il giorno dopo avrebbe piovuto con nevischio...), gli autisti che ci fanno gli auguri, i poliziotti con il sorriso, viene tutto controllato la sacca trasparente per vedere il contenuto, la macchina organizzativa è al TOP.
Entriamo nel paddock dove ognuno va nella sua parte di prato, musica, autoparlante, la festa sta avendo inizio...ma mancano ancora circa più di due ore dallo start e fa freddo.
Ma basta guardarsi intorno e vedere i runners del nord mezzi spogliati che tremano come una foglia ma duri e cazzuti da veri maci ma anche vere donne dal sangue caldo in canottiera e short corti....siamo pazzi ma è la festa e sta iniziando.
Si entra nelle wave assegnate e si comincia a sentire il caldo dei corpi vicini e a poco a poco camminiamo verso l'uscita dove la tua tenuta da gara rimane, prima di mettersi in linea davanti al Ponte di Verazzano....l'emozione comincia a salire.
Musica, inno nazionale, orgoglio del runner d'oltre oceano, sguardo con sorriso, qualche tremito ancora, siamo in tanti mai visti prima.
Si parte e la nostra festa inizia perche fin dai primi passi capisci che rimarrà la più grande, sarà vissuta con un'intensità mai vissuta prima, il cuore ti batte forte e vuoi lasciare il segno, vuoi dimostrare a te stesso che sei grande e tutti devono saperlo...è la tua festa internazionale.
E così sarà perchè tutti ti incitano, dai grandi ai bambini, dal ricco al povero, dal negro al bianco, dal signore con cravatta all'operaio del bridge...ai ristori tutti con il sorriso e intorno a te runners sempre non mancano mai (forse pensi sempre che vai troppo piano...ma non è così).
Al 5 km vedo davanti a me un Pacer delle 3,30 e mi dico ci devo provare e così sono con lui e fino ai 21 non lo mollo.
Il tracciato non è facile continui saliscendi con i bridges in salita, ma la corsa è carica stai bene la gente c'è e l'entusiasmo è alle stelle ma il bisogno di fare la pipì è troppo forte e come faccio, basta fermarsi in un angolo e dove con tutta questa gente e poi per strada non si può, bisogna aspettare il bagno volante (che organizzazione) e così arriva ma sono quattro e le prime tre occupate...finalmente l'ultimo e vai.
Mi sembrava di essere Benigni nel Piccolo Diavolo e così il tempo passa, pazienza.
Si riparte ma il personal pacer sparito, ormai il tempo passa ma mi rendo conto che le gambe vogliono correre, è troppo l'incitamento intorno e così proviamo.
Non ci crederete ma al 30° recupero il mio personal pacer, ma ho la sensazione che stia rallentando e io non voglio e allora vai perchè vuoi arrivare presto.
Alla 5° Avenue il calore aumenta ancora e al 35° capisco che devo gestire il mio finale in Central Park dove per circa 4 km di saliscendi finirà la tua gara e deve finire in gloria...perchè senti dentro l'emozione, quasi le lacrime, quasi un singhiozzo, sei felice, non ci credi che anche te entrerai nella storia di tutti i runners del mondo.
Si entra in Central Park e lì ragazzi inizia il momento più difficile, dove la tua testa ti dice che ce l'hai fatta ma non devi mollare..mai, sorridi se puoi, applaudi se riesci, ringrazia i sorrisi e le grida di chi ti ha portato fino a lì, sono loro che hanno permesso questa nuova vittoria con te stesso.
Sorpasso, le gambe corrono al ritmo del go go go...e ragazzi quando comincio a vedere l'ultima salita prima del traguardo cerco di vedere il tempo ma ho qualcosa negli occhi che mi bagna, che mi toglie la visibilità, sento il cuore battere forte e non ci credo di essere lì, grazie Serena per questo regalo immenso, alzo le braccia e sento l'ultimo beep che mi dà il colpo di grazia....le lacrime della felicità per questo grande regalo.
Correre è bello, correre è sano, ma correre quando tutti ti rendono un eroe questa è vita da provare...ti lascerà il segno.
Il resto lo sapete e i tempi anche...avrei potuto fare il mio personale ma non ho voluto perchè ci sarà sempre una nuova da fare."